SIMFER scrive al Ministro – Per la riabilitazione siano coinvolte tutte le professioni

Guido MBHome, News Simfer

Al Ministro della Salute
Ill.mo On. Dott. Roberto Speranza

Al Vice Ministro della Salute
Ill.mo Sen. Dott. Pierpaolo Sileri

Al Coordinatore Commissione Salute della Conferenza delle Regioni
e delle Province Autonome
Ill.mo Dott. Luigi Genesio Icardi

 

Illustrissimi,

come è ben noto, alla fine di dicembre 2019 la malattia da Coronavirus 2019 (Covid-19) è emersa a Wuhan, capitale della provincia di Hubei, in Cina, e si è rapidamente diffusa in tutto il mondo, causando una pandemia e diventando una delle principali preoccupazioni per la salute globale. L’Italia è stato il primo, fra i paesi occidentali, ad essere colpito duramente dalla diffusione di questa patologia emergente. La malattia Covid-19 è stata primariamente identificata come infezione respiratoria acuta grave caratterizzata principalmente da un quadro di polmonite interstiziale, provocata da una nuova tipologia di coronavirus denominato SARS-CoV-2.  Ora, sebbene l’interessamento polmonare sicuramente sia una delle principali manifestazioni di questa patologia, sono stati ampiamente descritti interessamenti a livello di molteplici distretti, fra cui apparato cardio-vascolare, sistema nervoso centrale e periferico e apparato muscoloscheletrico, rene, fegato. Nei casi più severi la patologia può quindi interessare diversi apparati e richiedere la necessità di interventi specifici fra cui, ma non solo, la ventilazione meccanica.

I pazienti più gravi sono inoltre soggetti a periodi di immobilizzazione prolungati, con conseguente sindrome di immobilizzazione, associata alla disfunzione respiratoria ed eventualmente ad interessamento anche del sistema nervoso centrale e periferico per un verosimile neurotropismo del SARS-CoV-2, con conseguente grave decondizionamento, alterazioni della coscienza e delle funzioni neuropsicologiche, con rilevanti conseguenze funzionali per queste persone.  Questi quadri sono aggravati anche dalle condizioni premorbose del soggetto, che molto spesso presenta comorbilità già invalidanti.

Pertanto, oltre alla ben nota sindrome post-intensiva (PICS), conseguente alla permanenza prolungata in ICU e caratterizzata da atrofia muscolare e neuro miopatia prolungate e di difficile recupero funzionale, si stanno evidenziando altre gravi condizioni cliniche disabilitanti e di pertinenza riabilitativa nelle persone “guarite” da Covid19, che richiederanno periodi lunghi di riabilitazione non solo ospedaliera, ma anche ambulatoriale e domiciliare.

Da questi presupposti appare evidente come per queste persone sia necessario un percorso riabilitativo, multidisciplinare e interprofessionale, incentrato sulle caratteristiche individuali di ogni singolo utente, e quindi anche, ma evidentemente non solo, sulla funzione respiratoria; deve quindi esserci una vera presa in carico riabilitativa globale che preveda anche strategie di intervento specifiche in considerazione della verosimile compromissione di diverse strutture fra cui l’apparato respiratorio, cardio-circolatorio, muscoloscheletrico, il sistema nervoso centrale e periferico e che tenga conto dell’individuo nel suo contesto bio-psico-sociale.

La riabilitazione non può essere assolutamente intesa come mera gestione di disfunzione organiche dei differenti apparati, ma un appropriato ed efficace svolgimento di un percorso riabilitativo deve prevedere la presa in carico globale della “persona” da parte di un team multidisciplinare e interprofessionale coordinato dal Medico Specialista Fisiatra sulla base di un preciso Progetto Riabilitativo Individuale.

Da questo punto di vista dispiace molto notare che, in un periodo di grande impegno della comunità medico-scientifica per condividere e confrontarsi, con tutti i canali social e le riviste scientifiche che si aprono per consentire una continua condivisione delle conoscenze, c’è chi si erge in autonomia a punto di riferimento esclusivo, senza un confronto aperto ed inclusivo.

La SIMFER, come Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, unico organo scientifico ufficiale dei medici fisiatri italiani, è da sempre aperta al confronto ed alla condivisione delle esperienze avendo sempre come priorità il bene dei pazienti. Ricordiamo come il Piano Nazionale di Indirizzo per la Riabilitazione si ispiri ad una visione complessiva e sistemica dei servizi riabilitativi nel loro insieme (ospedalieri e territoriali) e come in più punti rimarchi criteri di continuità, integrazione e collaborazione, a garanzia della qualità delle cure; tale visione è in totale accordo con gli indirizzi della nostra Società Scientifica, poiché rimanda ad esempio al concetto di “Percorso Riabilitativo Unico”. Inoltre, dallo stesso Piano Nazionale di Indirizzo traspare un’impostazione che sottolinea l’unitarietà del settore della Medicina Riabilitativa, contrapponendosi alla frammentazione delle attività riabilitative all’interno delle diverse discipline “organo-specifiche” ed allineandosi al consenso internazionale sul ruolo cruciale della riabilitazione, che l’OMS – nel programma “Rehabilitation 2030” – definisce come “priorità del 21° secolo” per i sistemi sanitari di tutto il mondo.

Il ruolo della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) è inoltre centrale perché iscritta nell’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico scientifiche delle professioni sanitarie ai sensi DM del 2/08/2017 e quindi ufficialmente accreditata ed autorizzata a collaborare alla produzione di Linee Guida, come da normativa vigente.

Quindi riteniamo opportuno specificare come qualsiasi confronto a livello Ministeriale e scientifico sui temi della riabilitazione non possa non tenere conto della voce importante ed autorevole della SIMFER, che pertanto richiede ufficialmente di partecipare a qualsiasi tavolo tecnico venga aperto sul tema riabilitazione e Covid19.

 

Roma, 26 aprile 2020

 

Prof. Pietro Fiore
Presidente
Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa
(SIMFER)

 

Articolo su Quotidiano Sanitàallegato