La SIMFER sostiene le istanze AITO

Guido MBNews Simfer

La SIMFER nazionale, con la Sezione Regionale Sardegna, si fa portatrice delle istanze di AITO , Associazione Italiana Terapisti Occupazionali , che sollecita l’adeguamento dei numero di terapisti occupazionali al fabbisogno nazionale già definito dal Ministero (0,04 terapisti occupazionali ogni 100.000 abitanti), sottolineando l’insufficiente presenza di tale figura professionale in ambiente riabilitativo nel nostro Paese e in particolare nella Regione Sardegna.

La nostra Società Scientifica, unica Società Scientifica nel nostro Paese dei medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa, con tutti i suoi soci è convinta dell’importanza di tale figura professionale e sostiene la presenza del Terapista Occupazionale nel team riabilitativo , per una completa definizione e conduzione del Progetto Riabilitativo Individuale , adeguato ai bisogni della persona con disabilità presa in carico.

Il Terapista Occupazionale, infatti, come è noto, ha come obiettivo del suo intervento quello di favorire la partecipazione delle persone in condizioni di disabilità aiutandole a svolgere le attività di vita quotidiana, a casa e nel proprio ambiente lavorativo, scolastico e sociale, sia con training e adattamenti delle attività sia con adattamenti dell’ambiente di vita.

Si tratta di un intervento specifico per la autonomia della persona in condizione di disabilità, non svolto da altre figure professionali della riabilitazione con la stessa competenza, che si svolge soprattutto a livello domiciliare e che permette un rapido rientro al domicilio dopo periodi di ospedalizzazione per eventi acuti o cronici che comportano la limitazione della capacità di svolgere le normali attività necessarie per una vita autonoma.

La già nota carenza di tale figura professionale nel team riabilitativo si è manifestata in modo impellente soprattutto in occasione della richiesta esponenziale di riabilitazione conseguente all’attuale pandemia, richiesta legata alla disabilità dovuta ad esiti di infezione Covid, ma anche alla restrizione dell’erogazione dei servizi sulla salute e la riabilitazione conseguenti alla necessità di contenimento del contagio, con un peggioramento delle condizioni di dipendenza da parte di tutti coloro che già erano disabili, sia per problemi motori che cognitivo/ comportamentali , o che lo sono diventati per la stessa malattia da coronavirus.in tutte le equipe riabilitative delle strutture pubbliche e private accreditate e adeguando le risorse formative regionali e universitarie al fabbisogno già dal 1997 stabilite.