La gestione multidisciplinare del paziente con trapianto d’organo solido: approccio integrato clinico-riabilitativo

Guido MBNews Simfer, Segreteria Emilia-Romagna

Il 18 ed il 19 Febbraio si è tenuto al Policlinico S.Orsola-Malipighi di Bologna il corso accreditato dal titolo La gestione multidisciplinare del paziente con trapianto d’organo solido: approccio integrato clinico-riabilitativo, organizzato dal dott. Ernesto Andreoli, Direttore f.f. della U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione del Policlinico ed attuale membro del Consiglio di Presidenza SIMFER. All’evento hanno presenziato il Direttore Generale della Azienda Ospedaliero-Universitaria, dott.ssa Chiara Gibertoni, il Direttore di Dipartimento di Riabilitazione, dott. Roberto Iovine,  il Direttore di Dipartimento  della Continuità e della Integrazione, dott.ssa Maria Lia Lunardelli, il Presidente Nazionale SIMFER, dott.ssa Giovanni Beretta ed il Segretario regionale SIMFER Emilia Romagna, Prof.ssa Lisa Berti.

Il corso ha visto la partecipazione di circa 150 persone, in modalità mista in presenza ed online, e di 40 persone tra relatori, moderatori e discussant.

L’obiettivo del corso è stato quello di evidenziare le principali problematiche inerenti la gestione dei pazienti con trapianto d’organo solido, che per definizione sono pazienti comorbidi e fragili, nella fase che precede l’intervento chirurgico, nell’immediato post-operatorio e nelle fasi post-trapianto, attraverso relazioni scientifiche che hanno preso in considerazione gli aspetti peculiari per ogni tipologia di paziente trapiantato. Il focus dell’evento è stato senza dubbio l’approccio multidisciplinare ed interprofessionale, che rappresenta l’arma vincente per migliorare la gestione globale di queste persone. In particolare è stato possibile evidenziare come la presa in carico riabilitativa rappresenti una parte fondamentale all’interno del percorso in quanto entra in gioco in vari momenti e su più livelli nella relazione con il paziente, la sua famiglia e tutti gli operatori interessati durante la fase degenziale e post-degenziale, fornendo risposte in termini di miglioramento del quadro funzionale e della qualità di vita. Ma un ulteriore aspetto di grande soddisfazione è stato osservare come i colleghi chirurghi abbiano impostato gli interventi dando grande peso agli aspetti organizzati ed al lavoro in equipe, piuttosto che al gesto tecnico specifico, e di come l’argomento abbia destato grande interesse e sia stato un importante stimolo alla discussione tra i partecipanti. L’auspicio è quindi che questo evento possa rappresentare un inizio per un concreto lavoro in team multidisciplinare ed interprofessionale, tanto familiare a noi Fisiatri ma che deve diventare imprescindibile anche per i colleghi delle altre discipline specialistiche.