SIMFER - Società italiana di medicina fisica e riabilitazione, riabilitazione, medicina, recupero funzionalita motorie

La SIMFER è l'associazione scientifica dei medici che operano nell'ambito della Medicina Fisica e Riabilitativa e non ha fini politici o sindacali.
La SIMFER prevede altresì iscritti sostenitori: privati, società, enti, istituzioni che decidano liberamente di partecipare alla attività scientifica della società.
La SIMFER non ha finalità di lucro e non prevede esercizio di
attività imprenditoriali o partecipazione ad esse, salvo quelle necessarie per le attività di formazione continua.
E' stata costituita a Torino nel 1958 ed attualmente conta oltre 2800 iscritti.
Pubblica la rivista scientifica trimestrale
EUROPEAN JOURNAL OF PHYSICAL AND REHABILITATION MEDICINE  (fino al 2007 EUROPA MEDICO-PHYSICA), che è anche la rivista ufficiale della Federazione Europea di Medicina Fisica e Riabilitazione e il  Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa, rivista di formazione, aggiornamento professionale ed informazione della SIMFER che esce in fascicoli trimestrali.

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Il Presidente SIMFER: Dott. David A. Fletzer
Il Presidente SIMFER: Dott. David A. Fletzer
PROGRAMMA SIMFER 2008-2011
David A. Fletzer
La SIMFER ha ben 50 anni, nonostante sia una associazione scientifica in una disciplina molto giovane ed ancora in alcune nazioni non sviluppata. Questo non è un caso, a dimostrazione della grande lungimiranza dei nostri Padri, ma anche dei 15 Presidenti che si sono succeduti in questi anni.
La SIMFER deve rinnovarsi, ma nella tradizione: il NUOVO NELLA CONTINUITÀ.
Pasquale Pace così avrebbe fatto ed io intendo seguire le sue orme e il suo stile di IMPEGNO, COERENZA, SERIETÀ, EQUILIBRIO e TRASPARENZA.
Il momento che sta attraversando il nostro Paese, ma io direi il mondo occidentale, e la società scientifica (ed in particolare la nostra disciplina che purtroppo viene vista sempre come un lusso di cui fare a meno nei momenti di difficoltà economica) richiede uno sforzo di grande condivisione ed unitarietà rispetto alle scelte future. Ed è per questo che il prossimo triennio, più che nel passato, non ci sarà un Presidente ma un Ufficio Presidenziale. Questo  documento assume, come già detto, un significato, al tempo stesso, di continuità e di  rinnovamento delle azioni della SIMFER, per portare a risultati forti e concreti nel prossimo triennio.
Spesso ho sentito la critica che la SIMFER fa sindacato ed allora mi chiedo se chi lo dice ha mai letto il nostro statuto e precisamente i 13 scopi della nostra Società fra cui “tutelare l’immagine di chi,medico, esplica attività di MFR, promuovere la formazione di una politica della riabilitazione, contribuendo a sviluppare le sue strutture operative, tutelare il riconoscimento dei titoli dei medici specialisti in MFR, tutelandone la professionalità, collaborare sul piano legislativo e normativo con i vari Organi Istituzionali a tutela delle iniziative che interessano la disciplina”. Questi quindi sono compiti importanti della Società in collaborazione naturale con il Sindacato che peraltro abbiamo fatto sviluppare e divenire sempre più autonomo e con cui ci confronteremo continuamente pensando anche a riunioni congiunte per affrontare le questioni più scottanti. Naturalmente l’end point di tutto il nostro operare come professionisti devono essere i nostri PAZIENTI e la loro tutela.
La continuità è anche rappresentata dall’ipotesi di modificare lo statuto per prevedere un Presidente incoming, di cui si valuterà l’ipotesi con i vari Gruppi regionali.
L'assemblea generale potrà e dovrà dare ulteriori stimoli dal momento che solo un impegno costante e partecipato di tutti i soci potrà dare nuova linfa all'azione dei vertici societari. Tra i punti chiave ritengo di doverci impegnare in particolare su:
1. Incentivazione del lavoro delle Sezioni della Società, stimolando e favorendo la
produzione di Linee Guida, Consensus Conferences ecc., in accordo con il lavoro
dell'UdP e con l’aiuto di organismi idonei, pubblici e privati, tipo: la 3° CC sui traumi
cranici, la LG sulle terapie fisiche per chiudere annose questioni, la LG sul
Dipartimento e sul Setting in generale, uno studio sulla riabilitazione territoriale (che
è sicuramente in espansione), un documento sulla riabilitazione oncologica, che
presto sarà inserita nei LEA, un protocollo di requisiti per i Centri di Riabilitazione
spinale ecc.(punto f dello statuto);
2. Contributo ai gruppi regionali per la organizzazione di eventi scientifici in maniera
diffusa sul territorio nazionale, valorizzando competenze e risorse locali a partire dal
2009 non solo con il Congresso ed il Corso ma anche con l’evento nazionale, già
deliberato nel CN del 11 settembre u.s. (punto e dello Statuto);
3. Continuare e rafforzare il lavoro di comunicazione a livello istituzionale e di rapporto con le altre società scientifiche mediche e delle professioni sanitarie (infermieri, terapisti occupazionali, fisioterapisti e logopedisti) a difesa del ruolo e della professionalità del fisiatra su tutto il percorso riabilitativo dall’ospedale, alla residenzialità, all’ambulatorio, al domicilio, prevedendo un calendario fitto di incontri (punto i dello Statuto);
4. Prevedere atti per difendere, pur nella consapevolezza della continua trasformazione in atto, la figura del medico collegandosi con la FNOMCEO per giungere alla approvazione di un dispositivo legislativo che sancisca i contenuti dell’atto medico, così come già avvenuto a livello europeo e rafforzando l'opera di lotta all'abusivismo, nella consapevolezza che solo cure riabilitative scientificamente validate e professionalmente erogate sono garanzia di tutela della salute delle persone con disabilità (punto l dello Statuto);
5. Portare ad un punto avanzato di equilibrio i rapporti con il mondo della riabilitazione delle disabilità cardio-respiratorie, rafforzando il ruolo del Fisiatra e di tutti gli altri professionisti che facciano una scelta irreversibile nel nostro campo (punto h dello Statuto);
6. Tutelare il diritto a cure riabilitative fondate su chiare prove di congruità e di
efficacia, documentate e garantite alle persone con disabilità, in linea con i principi
della classificazione ICF (punto a dello Statuto);
7. Valorizzazione del lavoro scientifico, in gestione clinica e in organizzazione,
quotidianamente prodotto dai colleghi, specie negli ospedali e nel territorio, che
spesso per mancanza di tempo non viene diffuso adeguatamente e che viceversa
può esser elemento di continuo arricchimento professionale per tutti noi e per la
Riabilitazione nel suo complesso (punto c dello Statuto);
8. Pubblicare in una collana (che potrebbe esser dedicata a Pasquale Pace) tutti i principali documenti prodotti dalla Società in questi 50 anni, riprendendo anche eventuali testi di articoli scientifici importanti che, nonostante la polvere, sono ancora validi a dimostrazione dell’eccezionale sviluppo della nostra disciplina in Italia in tutti questi anni; questo potrebbe esser arricchito da collegamenti tra queste “radici” e le soluzioni per l’oggi (punto h dello Statuto);
9. Organizzare un censimento delle strutture riabilitative italiane e probabilmente
anche dei soci (punto b dello Statuto);
10. Continuare nel percorso di rapporti e di impegno diretto nel mondo scientifico
europeo ed internazionale, rafforzando i vari organismi, il Mediterranean Forum la
ESPRM e la nostra Rivista oramai pienamente internazionale, mirando ad una
diffusione delle nostre impostazioni scientifiche ed organizzative e nel contempo
evidenziarne nel modo migliore la validità ed evidenza (punto j dello Statuto);
11. Continuare nello sviluppo del Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa per avere
un ottimo supporto alle attività di informazione e formazione continua per i nostri
soci (punto b dello Statuto);
12. Continuare nel lavoro di supporto alle azioni del nostro mondo Universitario per
l’ampliamento della cultura e delle presenza didattiche in ogni sede di formazione
medica (punto h dello Statuto);
13. Sviluppare sempre meglio una azione di orientamento e sostegno alle attività di Ricerca nella nostra Disciplina, mirando come è naturale per una Società Scientifica, a svolgere un ruolo di collaborazione verso i numerosi soggetti che sono impegnati nel settore e verso le Autorità ed i privati che devolvono fondi in tal senso (punto g dello Statuto).
Ma l’ultimo punto e cioè quello più importante è di cercare di insegnare ai giovani fisiatri, unico e vero futuro della nostra Società, ad AMARE la SIMFER perchè la simferite purtroppo non sempre è una malattia contagiosa. Ai giovani, che ci sono, bisogna insegnare quanto è importante è conoscere e sostenere la nostra Società.

18 novembre 2008

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Data di inserimento: 07/01/2009
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